» Rosso


Rosso

“Sì, grazie” rispose fernando ed entrò.
“Dove va?” gli chiese la giovane senza guardarlo.

“Al quarto” fu la risposta.

La donna premette il pulsante del quarto piano, poi quello de terzo.

L’ascensore partì.

“Il tempo negli ascensori sembra non finire mai” pensava Fernando. E un’ansia lo assaliva, trasalì al rumore delle porte che si bloccavano, un piccolo nodo cominciò lentamente a stringerli la gola. Tossicchiò, cercando di darsi un contegno.

La donna era appoggiata alla parete, continuava ad osservarsi la punta delle scarpe. Erano scarpe lucide, nere, col tacco basso. Fece caso anche al resto dell’abbigliamento, una gonna nera e una camicetta bianca, semplice. Niente gioielli. All’improvviso lei alzò lo sguardo e fissò la porta. E fernando le vide le labbra. Rosso intenso, cariche. Il panico aumentò.

Un leggero senso di nausea cominciò a pervaderlo.
All’improvviso, un tintinnio metallico. Il pulsante del quarto piano si illuminò e le porte si aprirono. La ragazza uscì.
fernando premette il pulsante del terzo piano. Si accorse di avere le mani gelide e sudate.

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2 commenti

  1. Pubblicato marzo 2, 2009 il 1:15 pm | Permalink

    Indubbiamente è un ottimo spunto per costruire una situazione teatrale, anzi più di una.

  2. Pubblicato marzo 2, 2009 il 5:22 pm | Permalink

    Grazie. Ho fatto un po’ di casino con i piani, in realtà era Fernando che doveva uscire al quarto, secondo il dialogo iniziale, ma non importa. Spero possa servire, appena avrò tempo vi invierò qualche altro spunto. Ciao :-) Erika

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