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Il senso della frutta

“Frutta, la bella frutta, venite da Gelsa, è tutta buona e fresca stamattina!

Frutta, la bella frutta….Signora guardi che mele…. ho delle arance che solo a guardarle fan paura all’influenza….frutta la bella frutta….Signor Persechini, non si ferma stamattina?…. Forza, oggi vi regalo tutto, solo pochi centesimi…una frutta così chi l’ha mai vista!”

Eh si, non vendo mica frutta marcia io, ho le cose migliori per i miei clienti!
“Forza, se no vado via: Pere, Mele, Banane e i Kiwi”
….Per me son come figli!
Prendi la Pera ad esempio, la Pera è come una bella donna formosa, con le curve giuste…forse un po’ attempata, con qualche macchia sulla pelle! Non si può vendere così, al primo che capita o che fa il cascamorto, la Pera è una donna come si deve, di tutto rispetto, e le mie son di quelle succose, che dentro c’hanno un nettare, una linfa…come un latte materno, insomma!
L’altro giorno capita qui un giovane, avrà avuto 30 anni, – adesso son giovani anche a trent’anni e le Pere non sanno neanche cosa sono, figurati….insomma voleva un chilo di Pere.
“Scusa, ma…da far cosa?” Ho chiesto io, “No perché un chilo di Pere saranno 5 o 6 Pere, non te ne basta una?”…
Mi ha guardata male, ha alzato i tacchi e se n’è andato!
“Ma stai buono, va là, che te di Pere cosa ne vuoi sapere?! Vai, vai ….e di corsa!…”
Avrei capito se mi avesse chiesto le Susine, le Susine gliele avrei anche vendute, si perchè le Susine le vedo già meglio per uno di trent’anni che va dietro a quelle un po’ anoressiche e insulse, dai…basta far caso al nome: S U S I N E…sarà mica un nome!…fa anche rima con … cret…
Comunque io le Susine non le tengo! Io tengo solo roba buona e di qualità, roba bella, di classe, non quella via di mezzo che non si capisce neanche se sono pere o son mele…e le Pere…, l’ho già detto, no?!
Una settimana fa si avvicina al mio banco una signora di una certa età, un po’ sulle sue…forse era in imbarazzo perché in quel momento stavo scrivendo su dei cartelli: “Non toccare! Frutta non in vendita”.
Va bè, forse la signora poteva anche non aver capito lì per lì, ma io, i cartelli, li avevo messi solo sulle casse delle Pere e delle Pesche, mica su tutta la frutta!
No, è che la gente c’ha sta abitudine di toccare: toccano, toccano, come se per capire cosa c’è dentro una Pera o una Pesca, sia sufficiente toccare!
Ma dico io (se non vuoi prendere la Pera… per non fare sempre lo stesso esempio no), prendi la Pesca, la Pesca è….la Pesca è una forza della natura, fuori ha una variazione di sfumature gialle, rosa, rosse, arancioni e quella peluria sottile che la avvolge come una pelliccia, come una pelle vellutata, priva di impurità, perfetta!
Ma tale aspetto esterno è solo l’anticamera della medesima dolcezza e succosità che conserva all’interno: quella polpa tosta e sostanziosa, avvinghiata ad un duro e saldo nocciolo centrale, talvolta così striato di venature rosse da far pensa re a un cuore che pulsa, forte e vitale!
Ah…la Pesca… cos’è!?
Non vorrai mica che la faccia toccare al primo che capita!
E poi venderla? La Pesca?
Con i soldi non si può comprare tutto, nella vita, dico io!
“Guarda e basta se non sei capace di capire com’è dentro la Pesca, e lascia perdere. Comprati due ceci, due lupini e ingozzati davanti alla televisione, che lì vedi un sacco di Susine!”
No, signori miei, io le Pere e le Pesche non le vendo, e non vendo neanche i Cachi, perché per i Cachi ci vuole pazienza, ci vuole sensibilità, non sono frutti come tutti gli altri, c’hanno un’anima complessa, c’hanno i filamenti su cui scorrono tanti, forse troppi pensieri, c’hanno quei piccoli grumi neri, no?…eh.. li i pensieri si intoppano, ad esempio, si bloccano non trovano una soluzione. E poi i Cachi ch’hanno più anime degli altri, c’hanno quelle parti lisce un po’ viscide, difficili da acchiappare, se ci provi con le mani sfuggono! Il caco ha una personalità sfuggente…tipica di chi ha un’interiorità tormentata! Insomma il Caco va seguito, non è per tutti, non tutti possono apprezzarlo, gustarlo, capirlo. Insomma io il Caco non lo vendo!
Anzi, sapete cosa vi dico? Da domani metto un bel cartello sul banco: “Girate alla larga dalla mia frutta” e alla gente che si avvicina dico: andate a casa, studiate, crescete e quando avrete capito il senso della frutta, allora ne riparliamo!….Dopo, caso mai, vi faccio anche lo sconto!!!!!
Francesca
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Un commento

  1. Pubblicato marzo 4, 2009 il 10:30 pm | Permalink

    Ha qualcosa questo testo, nel parlare del personaggio, che gli credo.

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