Un gufo solo, nel freddo orto,
rimane immobile,
su quel ramo contorto…
sta quasi per rinunciare…
quando, attratto,
dal passo furtivo d’un gatto,
raccolte tutte le sue forze…
protende innanzi le sue ali.
Per volar via, da questi assurdi ideali…
su cui… troppe volte ha sorvolato
ora, rallenta.
Qualcuno lo pensa spaurito…
quasi tutto, lo lascia sgomento…
non certo stupito…
lui forse ha capito,
lui, nato in mezzo a quei campi…
ha volato sopra quelle abbandonate colline…
defecando su resti d’antiche rovine…
assaporando la carne delle galline
avanzo d’un pasto, di
selvatiche faine…
volando…
prova forte dolore
ricordando quelle colline…
il loro verde colore…
ormani sfumato
nel nero scuro…
d’un ulivo bruciato…
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Un commento
complimenti, il tuo testo è stato selezionato per la puntata del 28 marzo. Ci vediamo a Teatro!